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INTELLIGENZA ARTIFICIALE E DIRITTO D'AUTORE: META POLICY

Cosa sta accadendo e come opporsi all’uso da parte di meta dei propri contenuti per finalità connesse all’IA.


Con l’avvento dell’Intelligenza artificiale (IA), numerosi artisti stanno denunciando l’uso non autorizzato delle loro opere da parte dei sistemi di intelligenza artificiale generativa.

 

Negli Stati Uniti sono in corso le prime cause che denunciano tali violazoni dei diritti d’autore.

 

Una delle questioni maggiormente sollevate dagli artisti è la pericolosità dei sistemi dell’intelligenza artificiale generativa che hanno la capacità di creare output nuovi (testi, immagini, video) sulla base degli input, dati, acquisiti da internet soprattutto tramite la tecnica del “web scraping”: ovvero una sorta di rastrellamento random di contenuti.

 

"Tutto bene" se non che tra i dati e i contenuti acquisiti vi sono anche opere coperte dal diritto d’autore che vengono prelevate senza autorizzazione al fine di permettere ai sistemi di IA di imparare e progredire.

 

Inevitabile interrogarsi circa la liceità o meno di tale tecnica. Il dibattito vede schierati:

1) da un lato i titolari dei sistemi di IA che affermano di agire lecitamente poiché le opere create sono nuove rispetto alle opere prelevate e utilizzate per l’addestramento sostenendo inoltre che, secondo la normativa USA, rientrerebbero nel cosiddetto FAIR USE (per approfondire ulteriormente, leggi l'articolo dedicato.)

 

2) dall’altro, gli artisti che, al contrario, sostengono che l’addestramento non può essere considerato FAIR USE anche alla luce dello scopo di lucro dei titolari dei sistemi di IA e lamentano il plagio delle loro opere e la concorrenza sleale. Sostengono, inoltre, la necessità di disciplinare tali rapporti tramite contratti di licenza remunerati.

 

Tale preoccupazione non riguarda solo gli artisti made in USA ma è condivisa anche dagli artisti nostrani. Ricordiamo, infatti, che il solo fatto che un’opera sia pubblicata online, non significa che sia utilizzabile senza autorizzazione: non lo è per un soggetto fisico o giuridico e non dovrebbe esserlo neppure per i sistemi di IA (che comunque fanno capo a società titolari degli stessi).

 

Inquadrata brevemente la questione in corso, qual è la connessione con META?

 

Ebbene, META, così come altri grandi player, sta sviluppando e addestrando modelli di IA che verranno nutriti grazie ai dati e i contenuti che gli utenti hanno condiviso nelle piattaforme di sua proprietà. Tuttavia, almeno per quanto riguarda l’Unione Europea, il colosso è obbligato a sottostare alla disciplina del GDPR che lo obbliga a fornire agli utenti che utilizzano i suoi servizi la possibilità di negare il consenso all’utilizzo dei propri dati da parte dell’IA. Ha introdotto, pertanto, un'apposita funzione che permette di esercitare il diritto di opposizione all’utilizzo delle proprie opere da parte di META per finalità connesse all’implementazione e all’addestramento dell’IA.

 

Il diritto di opposizione può essere espresso fino al 26 giugno 2024, data in cui entrerà in vigore la nuova policy di META con le nuove funzioni relative allo sviluppo dell’IA. Inoltre, va precisato che, se accolta, l’opposizione sarà valida per i contenuti caricati su META a seguito dell'esercizio della stessa, non per i contenuti passati.

 

In attesa di maggiori regolamentazioni sul tema IA e diritto d’autore, tale diritto di opposizione può essere un primo passo per la salvaguardia dei contenuti degli artisti e, più in generale, dei dati degli utenti da un eventuale sfruttamento non autorizzato da parte dei sistemi di IA .

 

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Maria Paola Pinna

      Avvocato



Contatti:

Profilo Instagram: @emmepi_iplaw

 
 
 

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